Video Svegliati Aemilia

video ” Svegliati Aemilia”

La Cooperativa bolognese Open Group e la testata giornalistica Libera Radio-Voci contro le mafie hanno deciso di produrre questo info-scribing animato scritto insieme all’Associazione Libera dell’Emilia-Romagna, come momento iniziale di una campagna di sensibilizzazione pubblica sul processo Aemilia.

Il maxiprocesso per mafia si è svolto a Bologna, per la celebrazione del rito abbreviato, dal mese di Ottobre 2015 al mese di Aprile 2016. Successivamente si è trasferito a Reggio Emilia dove si sta celebrando il rito abbreviato.

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DUELLO FRA GIGLIO E IL DIFENSORE DI VERTINELLI

2016-12-04, da la Gazzetta di Reggio

REGGIO EMILIA Da due udienze il pentito Giuseppe Giglio (collegato in videoconferenza con l’aula-bunker di Aemilia) è “pressato” dagli avvocati difensori per minarne la sua credibilità su quanto ha raccontato del clan mafioso Grande Aracri che operava in Emilia ed aveva il centro propulsivo a Reggio. E in uno dei tanti “duelli” fra collaboratore di giustizia e difensori, è persino maturato un controllo sulla residenza – a Cutro – di una persona, su cui la Corte si è riservata. A sollevare la questione è stato Continua a leggere

Pagliani: «Accanimento contro di me» Solidali Palmizio e Gasparri

2016-12-03, da Il Resto del Carlino Reggio

PAGLIANI si dice stupito: «Ricordo che il Gup, nell’assolvermi perché il fatto non sussiste, ha più volte chiarito che la mia condotta non ha in alcun modo favorito l’associazione. Nonostante la doppia pronuncia di assoluzione, prima del Tribunale della Libertà (riesame) e successivamente del Gup di Bologna dottoressa Zavaglia, il pubblico ministero Marco Mescolini, invece di scusarsi per il gravissimo errore giudiziario compiuto, ha deciso di continuare a sostenere le infondate e false tesi accusatorie già ampiamente smontate in entrambe le motivazioni.
Un accanimento assurdo ed incomprensibile nei miei confronti, che prolunga ulteriormente (ed inutilmente) l’ingiustizia da me subita. Sono sereno e resto fiducioso che la Corte di Appello di Bologna confermerà la mia assoluta estraneità ai fatti contestati e scriverà la parola fine a questa assurda vicenda».
Aggiunge il deputato azzurro Massimo Palmizio: «E’ accanimento giudiziario. Ha ragione Forza Italia quando dice che la pubblica accusa non dovrebbe impugnare casi di assoluzione piena ‘per non aver commesso il fatto’ o perché ‘il fatto non sussiste’; si sveltirebbero i processi e si farebbe spendere meno soldi agli italiani». Il senatore Maurizio Gasparri parla di «ingiustificato accanimento» ed esprime vicinanza a Pagliani. Solidarietà anche dai forzisti Gianluca Nicolini, Daniele Erbanni e Nicholas Caccavo.

I pm impugna le sentenze favorevoli a 17 persone giudicate con l’abbreviato

2016-12-03, da Il Resto del Carlino  Reggio

ANCHE per prescritti e assolti non è ancora finita.
La Direzione distrettuale antimafia di Bologna ha deciso di impugnare alcune delle sentenze della prima parte del processo Aemilia, già celebrato con rito abbreviato a Bologna, chiuso nello scorso aprile con condanne complessive a trecento anni di carcere, più una dozzina di assoluzioni. Tra queste ultime, quella di Giuseppe Pagliani: l’avvocato e consigliere di Forza Italia, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, si vide riconosciuto innocente «con formula piena».
INVECE non è finita. I pm
Marco Mescolini, Beatrice Ronchi e il procuratore Giuseppe Amato, Continua a leggere

AEMILIA, LA DDA RIPORTA PAGLIANI IN AULA

2016-12-03, da la Gazzetta di Reggio

di Tiziano Soresina

BOLOGNA Pioggia di ricorsi presentati dalla procura antimafia e da diversi avvocati difensori relativamente alla sentenza emessa in aprile a Bologna dal giudice Francesca Zavaglia al termine della maxi udienza preliminare relativa all’operazione Aemilia. La Dda di Bologna ha deciso di impugnare le sentenze per i due politici coinvolti. I pm Marco Mescolini, Beatrice Ronchi e il procuratore Giuseppe Amato, hanno infatti firmato Continua a leggere

«CARUSO È UN NEMICO MA HA PIENA RAGIONE»

2016-12-02,  da la Gazzetta di Reggio

L’aula di Aemilia, anche ieri, era affollata. Di imputati così come dei loro legali, tra i quali c’era Carlo Taormina, difensore di Giuseppe Iaquinta, anch’egli presente ieri nell’aula speciale allestita dentro il cortile del tribunale di Reggio. Un’aula e un processo fortemente voluti da Caruso, difeso ieri dall’avvocato che sta dall’altra parte del banco. «Per me Caruso ha agito nella piena regolarità» ha detto Taormina, facendo poi riferimento a Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che ha lasciato libertà in fatto di referendum. «Il presidente Caruso si è mosso fuori dall’ambito giudiziario in senso stretto – ha detto l’avvocato – Ha manifestato il suo pensiero, fatto che in questo Paese non è più considerato. Non ci deve essere alcun provvedimento disciplinare perché penso che non andrebbe a buon fine. Lui ha tutta la caratura morale e personale per potersi difendere. Caruso è un mio nemico in aula ma lo difendo perché ha ragione». (e.l.t.)

AEMILIA, IL PENTITO GIGLIO FINISCE SOTTO TORCHIO

2016-12-02, da la Gazzetta di Reggio

REGGIO EMILIA Salvatore Staiano è un avvocato di lungo corso e ieri, al pari dei colleghi, ha cercato di trovare falle nella ricostruzione dei fatti e dei legami della consorteria ndranghetistica oggetto del processo Aemilia. «Giglio lei ha parlato di riunioni verticistiche, che vuol dire?» è stata la domanda dell’avvocato. «Mah, riunioni tra Diletto Alfonso, Nicolino Sarcone, Blasco Gaetano, Lamanna Francesco. Non ho mai partecipato, so che dovevano riunirsi, mi dicevano “dobbiamo andare a Reggio per discutere di alcune cose”. Sapevo che in alcune riunioni c’erano contrasti tra Sarcone e Diletto. Diletto in un paio di occasioni mi disse di discordanze con Sarcone e con gli altri con cui si erano visti fuori dal contesto di Sorbolo. Ci sono state riunioni, l’ho saputo da Blasco, Diletto, Sarcone. Riunioni che si svolgevano anche a tavola, andavano a pranzo insieme». «So anche che in una riunione, insieme a Pino Arena, è stata discussa la mia posizione. In una riunione che hanno avuto a Cutro, mentre parlavano degli affari al nord, i cutresi hanno chiesto agli Arena di svincolarmi da loro in quanto io appartenevo a Cutro. Me l’ha detto Pino Arena. Siamo negli anni 2008-2009. In quella riunione a Cutro, Pino Arena disse che io gli dovevo cresimare il figlio e che i cutresi dovevano lasciarmi tranquillo».