Video Svegliati Aemilia

video ” Svegliati Aemilia”

La Cooperativa bolognese Open Group e la testata giornalistica Libera Radio-Voci contro le mafie hanno deciso di produrre questo info-scribing animato scritto insieme all’Associazione Libera dell’Emilia-Romagna, come momento iniziale di una campagna di sensibilizzazione pubblica sul processo Aemilia, il maxiprocesso per mafia che si sta svolgendo a Bologna e il 23 marzo approderà a Reggio Emilia.
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Aemilia, la Dda: “La lettera di Brescia al sindaco Vecchi è una minaccia mafiosa”

22 luglio 2016 da gazzettadireggio.gelocal.it

Chiuse le indagini sulla missiva scritta in carcere dall’imprenditore cutrese. Nei guai anche l’avvocato che l’ha consegnata

REGGIO EMILIA. Minacce mafiose al sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi. È questa l’accusa che la Dda di Bologna muove a Pasquale Brescia, imputato nel processo di ‘Ndrangheta Aemilia e al suo avvocato di fiducia, per la lettera indirizzata al primo cittadino e recapitata il primo febbraio all’edizione reggiana del Resto del Carlino.

La contestazione a Brescia e all’avvocato Luigi Comberiati è presente nell’avviso di fine indagine firmato dai Pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, notificato a 23 persone.

Aemilia, il nostro speciale sulla maxi-inchiesta della ndrangheta

Tra i destinatari dell’atto, che di solito precede la richiesta di rinvio a giudizio, diversi furono coinvolti nel filone principale. Ci sono Giuseppe Giglio, condannato a 12 anni e sei mesi in primo grado, nel frattempo divenuto collaboratore di giustizia e accusato in questo fascicolo di trasferimento fraudolento di beni, insieme ad alcuni familiari.

Già condannato anche il poliziotto Domenico Mesiano, che risponde ora di detenzione di munizioni da guerra.

Sulla lettera, il comitato di Sicurezza e Ordine Pubblico, convocato in Prefettura dopo l’episodio, decise delle misure di sicurezza e di vigilanza da disporre nei confronti di Vecchi.

«LA LETTERA? STRATEGIA MEDIATICA DEL CLAN»

2016-07-25, da la Gazzetta di Reggio

di Jacopo Della Porta

REGGIO EMILIA «La lettera? Mi ha fatto una brutta impressione. È la lettera di un uomo in grande difficoltà, persino disperata, che porta avanti un’idea che non condivido affatto e che è la stessa che uomini della ’ndrangheta hanno portato avanti con un’offensiva mediatica da un po’ di tempo a Reggio Emilia». Enzo Ciconte, studioso della criminalità organizzata ed esperto delle dinamiche mafiose in Emilia-Romagna, si era espresso in questo modo appena venne alla luce il caso della lettera al sindaco Luca Vecchi scritta da Pasquale Brescia, imputato nel processo Aemilia. Dall’avviso di conclusione delle indagini, notificato nei giorni scorsi, si è appreso che la Dda di Bologna ha aperto un fascicolo per quella lettera, indagando Brescia, ma anche il suo avvocato Antonio Comberiati che l’ha consegnata nella redazione del Carlino, per minaccia aggravata dal metodo mafioso. Ciconte, la lettera scritta da Brescia non è un caso isolato. Vi sono messaggi scritti su Facebook a politici del Pd che sono dello stesso tenore. «La lettera è in linea con una strategia mediatica della ’ndrangheta di Reggio Emillia e ribadisce alcuni concetti già espressi in questi anni. E cioè che i cutresi sono stati utilizzati nell’edilizia quando faceva comodo, poi quando è arrivata la crisi le amministrazioni si sono ricompattate e hanno favorito le cooperative. In questo contesto, dicono, il prefetto Antonella De Miro con le sue interdittive antimafia alle imprese calabresi ha rappresentato il braccio armato dei Comuni, della politica». Un messaggio che sembra aver fatto presa in alcuni esponenti della comunità cutrese. «Una ricostruzione ovviamente non vera perché le interdittive colpivano uomini di mafia, non cutresi in quanto tali, e inoltre sono stati coinvolti imprenditori reggiani ed emiliani». Dunque la lettera lei la vede in sostanziale continuità con altri episodi? «Certamente. Non dimentichiamo che Brescia era il titolare degli Antichi Sapori di Gaida, dove si svolse la famosa cena. Nessun reato si è consumato in quella cena, ma il tema era quello di unire le forze contro le interdittive del prefetto. Poi ci sono stati i tentativi di pressione sul prefetto De Miro. E non dimentichiamo il caso del giornalista Marco Gibertini. La lettera di Brescia si inserisce in questo contesto politico e mediatico». Si può iptoizzare che la strategia mediatica sia stata elaborata da qualcuno in particolare? «No, non è una strategia di una o due persone. È una visione che ha preso piede, anche per i meccanismi di solidarietà che si sviluppano all’interno di una comunità. Anche per gli errori dei reggani». Quali? «In questo momento i cutresi sono associati ai mafiosi. A Reggio si è allargato il solco tra le due comunità. E questo è un male perché rischia di spingere i cutresi onesti nelle braccia degli altri. Se mi dici che sono mafioso, anche se non lo sono, posso avere una reazione di rigetto nei tuoi confronti, mi viene da mandarti a quel paese». L’idea di essere stati scaricati fa presa tra i cutresi, hanno qualche ragione? «Hanno lavorato sodo, si sono rimboccati le manifiche, e sono stati protagonisti dell’espansione edilizia. Poi quando sono emerse le critiche a questo modello di espansione hanno iniziato ad essere criticati. A questo si aggiunge che un tempo c’era il Pci, che era un partito inclusivo. Con la crisi dei partiti lo scollamento tra comunità è stato favorito. Ci sono una serie di fattori che hanno portato a questa negativa situazione attuale».

«AVETE DISCRIMINATO I CUTRESI»

2016-07-25, da la Gazzetta di Reggio

Quattro pagine scritte a mano dal titolo “Prima puntata”, che già di per sé è stato ritenuto intimidatorio dalla Dda. La lettera scritta da Pasquale Brescia è stata recapitata il primo febbraio mentre nel dibattito politico reggiano teneva banco la vicenda della casa di Masone, per la quale le opposizioni chiedevano le dimissioni del sindaco Luca Vecchi (perché la casa è stata comprata da un imprenditore poi coinvolto in Aemilia). «Lei dovrebbe dimettersi in segno di solidarietà verso tutti i discriminati cutresi da parte del suo partito – scriveva Brescia – dei partiti a lei avversi e da parte dei media locali. Una buona parte dei media locali. La criminalizzazione dei cutresi non inizia oggi con sua moglie. Inizia almeno otto anni fa». Nella lettera si faceva riferimento alla famiglia del sindaco e ai parenti della moglie. Brescia diceva poi al sindaco che pur avendo «preso i voti dei cutresi», « ricorderà la volta che è venuto al circolo Insieme zona Canalina», non ha mai fatto «una telefonata o un fax ad un giornale per difendere la comunità cutrese. Lei sa chi c’era a qui circoli, sa quali mani ha stretto? Sa se c’era il sottoscritto, o Paolini, o Muto, o altri imputati del processo Aemilia?».

LE UDIENZE RIPRENDERANNO A SETTEMBRE

2016-07-22, da la Gazzetta di Reggio

REGGIO EMILIA Quella di ieri è stata l’ultima udienza del processo Aemilia prima della pausa estiva. Il dibattimento riprenderà il 7 settembre e poi proseguirà per tutto il mese con udienze al mercoledì e al venerdì. Il presidente del collegio giudicante, Francesco Maria Caruso, a fine settembre andrà a Bologna, dove guiderà il tribunale, e chiederà di essere applicato al processo Aemilia. Dal momento che su questo passaggio c’è ancora incertezza (quello sull’applicazione) non sono state fissate udienze per i mesi successivi.

“Il sindaco Vecchi non era gradito al gruppo mafioso”

da ilrestodelcarlino.it del 23/7/16

di BENEDETTA SALSI

I pm antimafia accusano Pasquale Brescia e il suo avvocato per i contenuti della lettera recapitata al Carlino

Reggio Emilia, 23 luglio 2016 – Parla chiaro il capo di imputazione che vede indagati l’imprenditore cutrese Pasquale Brescia e il suo avvocato di fiducia, Luigi Antonio Comberiati, per concorso in minacce aggravate da metodo mafioso, al sindaco Luca Vecchi. Intimidazioni che, secondo la procura antimafia di Bologna, erano contenute nella missiva inviata da Brescia dal carcere di Bologna in cui era detenuto da circa un anno (dopo la retata di Aemilia del 28 gennaio 2015) il 1° febbraio scorso.

Busta uscita dall’istituto penitenziario e consegnata a mano dal legalenella redazione del Carlino Reggio. Quella di Brescia, per l’accusa, è stata «una grave e larvata minaccia, anche evocando la sua propria appartenenza a un gruppo di cutresi ‘discriminati’ e ‘criminalizzati’, con ciò riferendosi non certo ai soggetti originari di Cutro emigrati a Reggio, ma piuttosto ai soggetti colpiti da ordinanza di custodia cautelare per il reato di associazione di stampo mafioso e attualmente processati per l’appartenenza al sodalizio ’ndranghetistico», dice l’avviso di chiusura indagini preliminari.

In particolare, continua il documento, «nella lettera – profittando della diffusione della notizia, divenuta di dominio pubblico il 23 gennaio 2016, riguardante il sindaco di Reggio Luca Vecchi, la cui moglie Maria Sergio (di origine cutrese e dirigente prima del Comune di Reggio e poi del Comune di Modena) avrebbe acquistato nel 2012 la casa dalla società M&F General Service srl di continua…

“Minacce mafiose a Vecchi”: nei guai Pasquale Brescia e il suo avvocato

da ilrestodelcarlino.it del 22/7/16

Nuovo troncone del processo Aemilia, avviso di chiusura indagini per altri reati e 23 indagati

Reggio Emilia, 22 luglio 2016 – «Minacce aggravate dal metodo mafioso». Così la procura antimafia di Bologna ha definito il contenuto della lettera  indirizzata al sindaco Luca Vecchi da Pasquale Brescia, il 1° febbraio scorso. Una missiva spedita dal carcere di Bologna in cui l’imprenditore cutrese era detenuto da gennaio 2015.

Sul registro degli indagati, in concorso fra loro – con l’accusa di minacce aggravate da metodo mafioso – sono finiti sia Pasquale Brescia sia Luigi Antonio Comberiati, crotonese di 31 anni, suo avvocato difensore, che aveva consegnato materialmente la busta nella redazione del Carlino Reggio.

È stato notificato nel pomeriggio di ieri – dai pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi – un nuovo avviso di chiusura indagini preliminari, che sostanzialmente segna un nuovo troncone del processo Aemilia.

Sono 23 i nuovi indagati accusati – a vario titolo e contina…