Le Parti Civili

Sono stati accettati come parte civile le seguenti associazioni, enti e sindacati:

  1. Regione Emilia Romagna
  2. Provincia di Reggio Emilia
  3. Provincia di Modena
  4. Comune di Reggio Emilia
  5. Comune di Finale Emilia
  6. Comune di Bibbiano
  7. Comune di Brescello
  8. Comune di Gualtieri
  9. Comune di Montecchio
  10. Comune di Reggiolo
  11. Comune di Sala Baganza
  12. Cgil Emilia Romagna
  13. Camera del lavoro di Reggio Emilia
  14. Camera del lavoro di Modena
  15. Camera del lavoro di Piacenza
  16. Uil Emilia Romagna
  17. Cisl Emilia Romagna

ATTO COSTITUZ PARTE CIVILE_CISL

La storia della Unione Sindacale CISL è scritta nella stessa storia delle battaglie
per i diritti e la difesa della dignità dei lavoratori, per la tutela del lavoro che
produce sviluppo e crescita umana, sociale, economica ed etica.
Le organizzazioni mafiose, proprio per la loro stessa identità e per le condotte
criminose negano i valori e i diritti dei lavoratori difesi, da sempre,
dall’organizzazione sindacale CISL. La conquista dei diritti dei lavoratori e della
crescita del Paese è stata accompagnata dalla presenza responsabile e consapevole
dell’organizzazione sindacale che ha sempre difeso il lavoro legale, la qualità e la
sicurezza del lavoro, la pari dignità dei lavoratori ed ha sempre condotto una
battaglia chiara contro lo sfruttamento del lavoro. Ha difeso i lavoratori quando
subivano minacce ed intimidazioni dalle organizzazioni mafiose e dalla imprese
mafiose, ha condotto battaglie contro il caporalato, vecchia e nuova forma di
schiavitù. A tal riguardo le rappresentanze sociali agricole possono dare un
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contributo strategico in termini di presidio e vigilanza, attivando in modo più
efficace gli strumenti della bilateralità e della contrattazione decentrata, oltre che
promuovendo modelli partecipativi di relazioni industriali che possano generare
innovazione d’impresa, cultura e qualità del lavoro”.

 18. Fita Cna

atto-costituzione-parte-civile_fita

La storia della FITA CNA è scritta nella stessa storia delle battaglie per i diritti
delle piccole medie imprese e delle imprese artigiane, per la loro tutela poiché hanno
prodotto sviluppo e crescita umana, sociale, economica ed etica nel nostro Paese.
Le organizzazioni mafiose, proprio per la loro stessa identità e per le condotte
criminose negano i valori e i diritti delle imprese pulite difesi, da sempre,
dall’organizzazione CNA FITA.
La difesa del valore sociale delle piccole e medie imprese e delle imprese
artigiane e della loro stessa crescita è stata accompagnata dalla presenza responsabile e
consapevole dell’unione di rappresentanza che ha sempre difeso il mercato del lavoro
legale, la qualità del lavoro, la libera concorrenza, il valore sociale dell’impresa ed ha
sempre condotto una battaglia chiara contro la violazione delle regole del mercato del
lavoro e contro le infiltrazioni mafiose.
La CNA FITA ha difeso le imprese pulite e gli imprenditori che subivano
minacce ed intimidazioni dalle organizzazioni mafiose.
Le organizzazioni criminali hanno sempre mortificato il valore dell’utilità
sociale dell’impresa e la storia ci insegna che le imprese mafiose arrecano danno alla
sicurezza, alla libertà e alla dignità umana, condiziona la legalità e la praticabilità del
mercato del lavoro.

19.Libera

atto-costituz-parte-civile_libera

Report attività _ Libera Emilia Romagna

L’Associazione Libera ha assunto tra i propri scopi statutari il fine specifico di
«valorizzare, fornendo sostegno e servizi, le associazioni, gli enti, le università e gli
altri soggetti collettivi impegnati in attività di lotta ai fenomeni mafiosi e ai poteri
occulti, in attività di prevenzione, in azioni di solidarietà, di assistenza, soprattutto
nei confronti delle vittime delle mafie, e nell’educazione alla legalità; (…)
promuovere una cultura della legalità, della solidarietà e dell’ambiente, basata sui
principi della Costituzione, nella valorizzazione della memoria storica per le
persone che hanno operato contro le mafie; (…) promuovere l’elaborazione di
strategie di lotta nonviolenta contro il dominio mafioso del territorio e di resistenza
alle infiltrazioni di tipo mafioso; promuovere una cultura della responsabilità
contro coloro che abusano e violano i doveri della funzione pubblica affidata e
promuovere l’elaborazione di strategie di lotta nonviolenta contro la corruzione e di
resistenza alle infiltrazioni finalizzate alla corruzione. (…) L’associazione Libera,
per il raggiungimento dei propri fini sociali, potrà altresì costituirsi parte civile nei
processi penali per i delitti di cui all’art. 416 bis c.p., per i delitti commessi
avvalendosi delle condizioni previste dal medesimo art. 416 bis c.p. e per i delitti
commessi al fine di agevolare le attività di tipo mafioso. Potrà altresì costituirsi
parte civile per i delitti di cui all’art. 416 ter del codice penale. Libera, sempre per il
raggiungimento dei propri fini sociali, potrà costituirsi parte civile nei processi
penali per i delitti contro la pubblica amministrazione, per i reati di corruzione e
per tutti i delitti commessi al fine di agevolare direttamente e/o indirettamente fatti
di corruzione. Potrà altresì promuovere azione civile per il risarcimento del danno»

20. Legambiente Emilia Romagna
21. Associazione  antimafia Paolo Borsellino
22. Associazione stampa Emilia Romagna
23. Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna
24. Confindustria
25. Presidenza Consiglio dei Ministri
26. Ministero dell’Interno
27. Ministero dell’Ambiente
28. Agenzia delle entrate
29. Comune di Viadana (Mantova)
30. Comune di Parma
31. Comune di Mirandola
32. Comune di San Felice sul Panaro
33. Comune di Concordia sulla Secchia
34. Unione comuni dell’Area Nord (Modena)
35. Bologna Città metropolitana
36. Sos Impresa
37. Associazione Ri-commerciamo di San Felice
38. Antonio Balzano (ex operaio che ha descritto i raggiri alle Casse edili)