Dossier Libera Informazione sulle mafie in Emilia Romagna: una doverosa rettifica

In merito a quanto riportato all’interno dell’ultimo dossier di Libera Informazione, intitolato “Mosaico di mafie e antimafia. Aemilia, un terremoto di nome ‘ndrangheta”, è necessaria una doverosa rettifica.

A pag. 151 si legge: “Giovanni Paolo Bernini, già assessore del Comune di Parma in quota Popolo delle Libertà e Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia nel consiglio comunale di Reggio Emilia, sono stati arrestati anche loro la mattina del 28 gennaio, proprio con l’infamante accusa di aver favorito il clan ‘ndranghetista piegando la propria attività politica a fini criminali. Bernini è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, in quanto, in cambio dei voti richiesti a Romolo Villirillo, in occasione della tornata amministrativa del 2007 a Parma, si sarebbe impegnato a fornire denaro, ma soprattutto ad essere, una volta eletto, il terminale delle richieste provenienti dalla cosca cutrese, per la cui soddisfazione si fosse reso necessario un provvedimento o un passaggio amministrativo”.

Contrariamente a quanto abbiamo scritto, Giovanni Paolo Bernini non è stato arrestato il 28 gennaio u.s., in quanto il Gip non accolse la richiesta di custodia cautelare a suo carico avanzata dai magistrati della DDA di Bologna. A fine maggio è stata poi depositata la decisione del Tribunale del Riesame che ha respinto l’appello della Procura della Repubblica contro il mancato arresto.

In attesa dell’inizio del processo, all’interno del quale verranno vagliate le diverse posizioni degli imputati, ci scusiamo con l’interessato per un errore assolutamente non voluto.

A lui e ai lettori del dossier ricordiamo peraltro quanto abbiamo scritto a pag. 143:Una prima avvertenza è ovviamente d’obbligo: non stiamo commentando una sentenza definitiva della Corte di Cassazione ma l’ordinanza di custodia emessa dal Gip del Tribunale di Bologna44 su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Le prove raccolte e le accuse sollevate ora sono attese dal vaglio processuale e quindi il quadro delineato dagli inquirenti che andiamo ad approfondire potrebbe essere confermato, ma anche stravolto. Pertanto le persone menzionate sono da ritenere innocenti fino al passaggio in giudicato di qualsivoglia condanna”.

In merito alla vicenda, riportiamo inoltre il comunicato dell’Ufficio di presidenza dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna.

ASSEMBLEA ER. ERRATA NOTIZIA SU GIOVANNI PAOLO BERNINI, LE SCUSE DELL’UFFICIO DI PRESIDENZA

Nel prendere atto della segnalazione arrivata oggi in Aula da Tommaso Foti, presidente del Gruppo Fdi, relativa alla notizia, errata, dell’arresto dell’ex assessore comunale di Parma, Giovanni Paolo Bernini, lo scorso gennaio nell’ambito dell’inchiesta Aemilia, e riportata nel Dossier 2014/2015 sulle mafie in Emilia-Romagna realizzato da ‘Libera Informazione’, l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa regionale ritiene di doversi scusare con il dottor Bernini.

“L’Assemblea legislativa e la Giunta portano avanti con fermezza l’azione di contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata e di diffusione della cultura della legalità- sottolinea l’Ufficio di Presidenza- cercando anche di conoscere le modalità di radicamento delle mafie nei nostri territori. La collaborazione con ‘Libera Informazione’, da cui nasce il Dossier annuale sulle mafie in Emilia-Romagna, ha origine in questo contesto, in nome di un impegno di assoluta priorità. E proprio perché si tratta di un impegno fondamentale, non si può mai derogare dalla completezza e correttezza delle informazioni riportate”.

Riparte il processo per i riti abbreviati

Ripartite, oggi a Bologna, le udienze del processo AEmilia per chi aveva scelto il rito abbreviato.

Il calendario sarà molto fitto, con tre udienze alla settimana fino a conclusione, con la celebrazione delle stesse il lunedì,mercoledì e venerdì.

Mentre per chi ha optato per il rito ordinario, bisognerà aspettare il 23 marzo 2016 per la ripresa delle udienze.

Resoconto udienza 15/12/2015

Ad inizio udienza il Giudice ha accettato la costituzione di parte civile richiesta, nei confronti degli imputati Braga Bruna e Bianchini Alessandro, dalle parti civili già costituite in processo ed ha disposto la riunione di questo procedimento a quello principale.
Il P.M. ha confermato, quindi, la richiesta di rinvio a giudizio per entrambi gli imputati.
Gli avvocati della difesa hanno, al termine dei loro interventi, richiesto, per Braga Bruna e Bianchini Alessandro, il non luogo a procedere, in subordine il rinvio a giudizio senza l’aggravante dell’art. 7.
Confermata la richiesta di rito abbreviato per Oppido Raffaele.
Il P.M. ha, quindi, espresso parere favorevole in merito alla richiesta di rito abbreviato presentate dagli avvocati della difesa con eccezione per quelle presentate per Tang Jianyyao e Zhang Jianyong.
Il P.M. ha, infine, respinte le contestazioni delle difese in riferimento a: Florio Francesco, Macri’ Giuseppe, Matacera Francesco, Rillo Pasquale, Iaquinta Giuseppe, Iaquinta Vincenzo, Blasco Valerio, Salsi Mirco, Gibertini Gino, Sarcone Gianluigi, Bolognino Michele, Tang Jianyyao, Zhang Jianyong, Belfiore Francesco, Bolognino Michele e Vertinelli Giuseppe.

Prossima udienza: 21 Dicembre 2015
Dopo la pausa natalizia le udienze, a partire dal giorno 11 Gennaio, avranno luogo nei giorni di Lunedì, Mercoledì e Venerdì , con inizio alle ore 8,30, sino al termine della fase preliminare del processo

Resoconto udienza 10/12/2015

L’udienza è stata aperta dalla richiesta di costituzione di parte civile, da parte delle istituzioni, sindacati ed associazioni, gia’ riconosciute parti civili in processo, nei confronti di Bianchini Alessandro e Braga Bruna, imputati le cui posizioni erano state stralciate, ad inizio processo, per difetto di notifica.
L’ordinanza in merito a queste richieste verrà emessa dal giudice nel corso dell’udienza del prossimo 15 Dicembre.
Sono, quindi, intervenuti gli avvocati della difesa che, per il loro assistiti, hanno presentato queste richieste:
Per Sarcone Gianluigi, interrogato dagli stessi avvocati, non luogo a procedere.
Dagli stessi avvocati è stata inoltre anticipata la richiesta di revisione della custodia cautelare.
Non luogo a procedere è stato inoltre richiesto per gli imputati Forio Vito Gianni, Muto Salvatore, Villirillo Giuseppe (1987), Busia Marco ( in subordine rinvio a giudizio senza l’aggravante dell’art.7), Serio Luigi, Falsetto Rosario, Paolini Alfonso, Ferrari Aldo Pietro ( in subordine rinvio a giudizio senza l’aggravante dell’art. 7. Anticipata, peraltro, in caso di rinvio a giudizio,la richiesta di trasmissione degli atti al Tribunale di Parma),
Vulcano Mario (anticipata la richiesta di revoca delle misure cautelari ), Vaccari Olmes, Silipo Salvatore , Brugnano Giuseppe, Colacino Salvatore, Sestino  Salvatore ( in subordine rinvio a giudizio senza l’aggravante dell’art. 7), Petrone Antonio.
Richieste di patteggiamento sono state richieste per gli imputati Bonazzi Andrea e Oliviero Antonio e richiesta di rito abbreviato per Pellegri Francesco.
Le prossime udienze sono fissate per i giorni 11 e 15 Dicembre.

Prot. 20151202/24393

Bologna, 2 dicembre 2015

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Ministro di Grazia e Giustizia

e p.c. Regione Emilia Romagna

Provincia di Reggio Emilia

Comune di Reggio Emilia

e p.c. CGIL-CISL-UIL Nazionali

Libera Nazionale

Legambiente Nazionale

Associazione della Stampa Nazionale

Ordine dei Giornalisti Nazionale

 

 

Cgil, Cisl, Uil, Libera, Legambiente, Associazione della Stampa, Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna rivolgono un appello al Ministero di Grazia e Giustizia ed al Governo affinché vengano assunte le decisioni necessarie e stanziate le risorse atte a consentire lo svolgimento del processo Aemilia, nel luogo preposto, la città di Reggio Emilia.

Abbiamo sostenuto le ragioni di opportunità del mantenimento in Emilia della fase preliminare, prendendo positivamente atto, a suo tempo, della scelta della Regione Emilia Romagna di reggere uno sforzo straordinario per sostenere i costi previsti per lo svolgimento di un maxi-processo di mafia in questa regione.

Ci siamo costituiti come Parte Civile insieme a numerose altre Associazioni e Istituzioni, nel procedimento, con l’obiettivo di far emergere con determinazione la volontà di reagire della società emiliano romagnola contro l’azione perpetrata dall’organizzazione ‘ndranghetista che ha provato a mettere radici in questa regione. La pericolosa deriva di legalità da essi generata ha prodotto effetti devastanti in numerosi settori economici e nella condizione di tantissime persone.

Sono stati realizzati atti che prefigurano un modello di società basata sulla corruzione, l’inganno, l’intimidazione, la prevaricazione dei più forti a scapito dei più deboli, il mancato rispetto delle regole, quindi, la riduzione della libertà e della democrazia.

La società civile, il mondo dell’informazione, chiunque abbia in questi anni messo in atto un’azione di contrasto alle mafie, sono stati colpiti, così come il mondo del lavoro.

Oggi il problema si ripropone, in vista della fase dibattimentale che era stata fissata a Reggio Emilia, che si aprirà nei prossimi mesi.

E’ evidente che questa società e questa terra, così duramente aggredite dall’attività messa in atto dal sodalizio criminale, non possono vedere allontanarsi il luogo di svolgimento del processo dai “territori in cui sono stati messe in atto le attività criminali di insediamento o di operatività del reato associativo di stampo mafioso”.

Nelle scorse settimane, la pretesa dei difensori di diversi imputati di spostare il processo in Calabria ha trovato una opportuna risposta nella decisione di diniego assunta dal G.U.P..

Siamo di fronte ad “un’organizzazione criminale autonoma che dalla provincia di Reggio Emilia si irradia nel resto del nord-Italia con modalità specifiche e peculiari”. Oggi rischiamo di assistere al paradosso dell’allontanamento del processo da questi luoghi a causa di problemi di natura amministrativa. Tutto ciò per noi sarebbe inaccettabile!

Siamo convinti che la celebrazione del processo in questi luoghi rappresenti il vero punto di svolta nel contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata nel nostro territorio. In quell’aula, dove si celebrerà la giustizia in nome del popolo italiano, oltre agli imputati, ed ai loro avvocati, è importate che sia garantita la presenza anche della parte di quel popolo che ha deciso di stare dall’altra parte, dalla parte giusta del mondo, a cominciare dai ragazzi delle scuole.

Quindi ci uniamo alle voci di coloro -Istituzioni, Associazioni, ecc…- che in questi giorni hanno chiesto con forza che il processo Aemilia possa svolgersi a Reggio Emilia.

In ultima istanza, riteniamo che i Ministeri preposti e l’insieme del Governo abbiano l’obbligo morale e civile di mettere il Tribunale e la città che costituiscono il “Giudice Naturale” in questo processo, nelle condizioni di esercitare in modo adeguato il diritto a veder svolgere in quel luogo il dibattimento, provvedendo agli allestimenti ed alle dotazioni di organico necessarie.

Ci auguriamo che ogni soggetto o istituzione coinvolta faccia ciò che è nelle proprie possibilità per garantire questo diritto ai cittadini che hanno scelto di stare dalla parte della legalità e della giustizia.

Siamo convinti e confidiamo che il nostro appello non cadrà nel vuoto.

 

 

Vincenzo Colla – Segretario generale CGIL E.R

Giorgio Graziani – Segretario generale CISL E.R.

Giuliano Zignani – Segretario generale UIL E.R.

Daniele Borghi – Referente regionale Libera E.R.

Lorenzo Frattini – Presidente Legambiente E.R.

Serena Bersani – Presidente Associazione della Stampa E.R.

Antonio Farné – Presidente Ordine dei Giornalisti E.R.

Il processo a Reggio è un diritto

Coordinamento di Reggio Emilia

                                                                                            Reggio Emilia, 30/11/2015

   Il processo a Reggio è un diritto.

                                                      Comunicato stampa.

 

“E’ diritto dei reggiani sapere se e come le cosche hanno controllato l’economia
locale” riprendendo queste parole del presidente del tribunale di Reggio Emilia,
Francesco Caruso, Libera ritorna sul valore politico e sociale che ha la sede del
processo. Già il 10 luglio avevamo espresso la nostra soddisfazione per gli sforzi
della Regione per garantire un luogo adeguato all’udienza preliminare di Aemilia.
Ebbene, ritorniamo sull’argomento oggi riproponendo uno stralcio di quel
comunicato in cui già allora si sottolineava l’importanza di garantire lo svolgimento
del processo nel nostro territorio:
“Le illegalità per le quali gli imputati sono stati riinviati a giudizio si sono svolte nella
nostra Regione, a danno di nostri concittadini , dell’economia sana e legale e degli
imprenditori onesti. Sono stati realizzati atti che prefigurano un modello di società
basata sulla corruzione, l’inganno, l’intimidazione, la prevaricazione dei più forti a
scapito dei più deboli, il mancato rispetto delle regole, quindi, la riduzione della
libertà e della democrazia. A questo modello di società noi diciamo no!
E’ importante che il processo si celebri in questa Regione perché è, prima di tutto,
ai cittadini emiliano-romagnoli che “ lor signori” dovranno rispondere alla
domanda: perché tutto questo?
E’ importate che il processo si celebri in Emilia Romagna perché, oltre agli imputati,
ed ai loro avvocati, in quell’aula, dove si celebra la giustizia in nome del popolo
italiano, sia garantita la presenza anche della parte di quel popolo che ha deciso di
stare dall’altra parte, dalla parte giusta del mondo, a cominciare, come sta
avvenendo nel processo Black Monkey, dai ragazzi delle scuole.”
Risulta quindi evidente come un processo celebrato in un’altra regione rischi di
passare in sordina, rilanciato solo da qualche articolo dei giornali locali. I cittadini
reggiani hanno non solo il diritto, ma anche il dovere di sapere, partecipare al
processo è prima di tutto un atto formativo per capire come e cosa sia successo nel
nostro territorio.
Ci auguriamo quindi che ogni soggetto o istituzione coinvolta faccia ciò che è nelle
proprie possibilità per garantire questo diritto ai cittadini che hanno scelto di stare
dalla parte della legalità e della giustizia.
Libera Reggio Emilia
Libera Emilia Romagna